Operazioni di bacìino - NOINAVI

NOINAVI
Logo compassosquadra
Vai ai contenuti

Operazioni di bacìino

L'immissione in bacino della nave si effettua ogni cinque anni, intervallo massimo attualmenten consentito. La messa a secco della nave si effettuerà in concomitanza alla visita di rinnovo della classe. E' evidente che la nave sarà immessa in bacino in caso di avaria alla carena, al timone ed all'elica nel suo complesso, quando le operaziono di ripristino non si possano effettuare a nave galleggiante. Le operazioni di bacino sono molto costose e presuppongono il fermo ed il riavvio degli impianti, con tutte le conseguenze che ne derivano. Alcune Società di Classificazione hanno portato l'intervallo dei primi due bacine della nave nuova a sette anni, ove siano presenti alcune notatazioni sul certificato di classe (PM-CS).
Docking plan
Prima dell’immissione in bacino
Alcuni giorni proma dell’immissione in bacino Il comandante del bacino incontrerà l’ispettore della nave, il comandante ed il direttore di macchina. Insieme concorderanno le modalità di accesso, i servizi richiesti, i lavori da effettuare nonché l'potesi di permanenza in bacino. Concordato l’assetto di entrata, con il supporto del "Dockink plan"  
(vedi Docking plan) si deciderànno gli zavorramenti. Dal docking plan si ricaverà il peso della nave, cui si sommeranno i pesi aggiuntivi, non propri della nave vacante, quali: zavorra.  combustibili, altri liquidi ed altri pesi solidi.
  • Si detrminerà in tal modo il peso totale della nave ed il peso gravante sulle taccate. nel caso il carico gravante sulle taccate eccedesse i limiti imposti, si provvederà a movimentare liquidi e pesi o sbarcarli.
  • Si dovrà informare il comandante del bacino quali lavori di ordinaria e straordinaria manutenzione si intrndono eseguire durante la permanenza a secco.
  • Si confronterà il piano delle taccate del bacino con il docking plan ed il piano degli alleggi da rimuovere (vedi il piano), il solcometro da sfilare ed altri sensori. Le taccate interferenti sarnno rimosse e compensate prima dell’entrata della nave in bacino.
  • Si concorderà il tempo di permanenza in bacino, con condizioni meteo adeguate a sddisfare i requisiti per la carenatura con certificazione AFS.
  • Quando si debbano effettuare lavori straordinari, si dovranno fornire progetti, disegni, nonché richiedere spazi per la logistica e turni 24h per i servizi di sollevamento. Lavori in carena che comportino interferenze con il posizionamento standard delle taccate, ne comporteranno lo spostamento o la rimozione.
  • Si chiederà la disponibilità dei servizi, sia di fornitura che di assistenza a bordo vasca:
    • collegamento allaFlangia internazionale acqua antincendio (vedi flangia int) per la fornitura di acqua per l’antincendio, in costante ed adeguata pressione;
    • energia elettrica per i servizi essenziali di bordo, tramite "presa da terra";
    • acqua potabile;
    • acqua industriale per i servizi (es. lavaggio, raffreddamento);
    • collegamento per lo smaltimento delle acque dei servizi igienici e cucine;
    • aria compressa;
    • ritiro dei rifiuti, sia organici che inorganici prodotti dal bordo;
    • mezzi di sollevamento;
    • disponibilità di gas inerte per i rabbocchi o bonifiche;
  • Si consegnerà al docking master
    • l’elenco delle imprese chiamate dall’Armatore, Autorità e funzionari dei Registri di Classificazione che potranno accedere a bordo;
    • l'elenco  del personale dell’equipaggio, nonché di eventuali visitatori ed il personale dell'Armatore.
Galleggiamento critico
Può accadere che una nave dalle forme stellate, come ad esempio una nave militare, utilizzi un bacino senza la possibilità di utilizzare le taccate laterali. Durante il dewatering, ad un certo momento si perverrà al galleggiamento critico. A quel determinato pescaggio, la nave, non più sostenuta dall’acqua, si ribalterà. Per prevenire un’eventualità certa, prima delle operazioni, si provvederà al "puntellamento delle fiancate della nave". In alternativa, alcuni bacini sono dotati di taccate laterali regolabili. Il piano d’appoggio di queste taccate potrà essere ruotato sino a combaciare con la carena. La nave stellata poggerà sia sulle taccate centrali sia sulle taccate laterali, che lavoreranno a mo’ di invasatura.
Quando la chiglia inizia a poggiare sulle taccate, l'immersione della nave diminuisce. Quantitativamente il fenomeno è rappresentabile come se la nave e divenisse più leggera. Quindi il centro del peso "G", si alza. L'area di galleggiamento ed il volume di carena diminuiscono facendo diminuire l'altezza. Continuando a diminuire il galleggiamento, "G" si alza più velocemente di "M" e quando lo supererà, si incorrerà nel "galleggiamento critico" e la nave sarà instabile sulle taccate.
Ordinaria manitenzione
L’accesso per ordinaria manutenzione avverrà con nave, in generale, leggermente appoppata.
La nave sarà trainata entro il bacino da apposite coppie di carrelli trattori, che la manterranno centrata ed allineata al traguardo. In mancanz dei carrelli, la nave sarà movimentata da coppie di  agani da terra o dai verricelli di bordo.
Il corretto allineamento è indispensabile affinché la nave possa poggiare il paramezzale centrale nella mezzeria delle taccate centrali.
Punto di contatto
L’assetto appoppato, permetterà alla nave di poggiarsi sulla prima taccata con lo “Skeg”. Questo è una parte estremamente resistente, progettata per tale servizio. Durante il “dewatering”, piano piano, l’intero fondo della nave si poserà sui corsi di taccate.
Lavori con nave a secco
La nave si mette e a secco esclusivamente per la dovuta visita di rinnovo della classe e per il ripristino del trattamento antivegetativo.
Nell'occasione della messa a secco:
  • si effettua il lavaggio ad alta  pressione (ved. lavaggio), si ripristinano superfici ossidate (ved sand W) o con pittura inadeguata (ved. pittura inadeguata), si  rinfresca o ripristina lo strato di pittura antivegetativa in conformità alla Convenzione AFS (vedi convenzione AFS). Al soddisfcimento delle operazioni sarà rilasciato il certificato relativo.
Altre operazioni da effettuare a secco:
  • lo sfilamento dell'asse portaelica se dovuto (notazione di classe CM_PS) e controllo abbassamento,
  • rilevo dei laschi del timone, abbassamento con calibro fisso (ved calibro)  e verifica della tenuta stagna,
  • rimozione degli alleggi (vedi alleggi) pern eventuale drenaggio di compartimenti impompabili, chiusura e prova di tenuta,
  • controllo delle pinne stabilizzatrici (se presenti), (ved pinne)
  • se dovuto l'abbisciamento per  la calibratura delle catene (ved abbisciamento), con sostituzione delle lunghezze usurate non più ammissibili,
  • pulizia delle griglie delle  prese a mare,
  • controllo dei deflettori dei "thruster (ved deflettori),
  • controllo delle  prese a mare ed eventuale lappatura dei seggi (ved sea chest),
  • controllo dei sensori e  trasduttori in carena (ved. trasduttore),
  • controllo delle celle di riferimento delle  correnti impresse ed i loro anodi,
  • sostituzioni degli anodi a pesce (timone, botticello dell'elica, prese a  mare).
Abbisciamento catene
Le catene verranno fuoriuscite dal pozzo e distese in modo da controllarne lo stato, effettuare la calibrazione ola sostituzione, la pitturazione e/o legatura per determinare le lunghezze a mare
Botticello elica
Rimozione di cavo attorcigliato attorno al botticello dell'elica.
Timone
Controllo dei laschi del timone, previa rimozione della portable plate
Timone
Sfilamento dell'asta del timone
Pitturazione
Abrasione della pittura della carena
Eliche trasversali di prora
Manutenzione effettuata alle eliche trasversali prodiere
Uscita dal bacino
Completate le operazioni di manutenzione, controllata la tenuta stagna degli alleggi rimossi e ripristinati e che tutte le griglie delle prese a mare, precedentemente rimossi, siano state riposizionate, si immetterà immediatamente acqua sino alle taccate.
Durante l’operazione di allagamento del bacino, sarà prudenziale effettuare una fermata dell'immissione dell'acqua, quando le prese a mare saranno sufficientemente sommerse. Effettuate le verifiche di tenuta, si potrà procedere all’allagamento completo del bacino. Quando la nave si sarà sollevata dalle taccate, se non vi siano restrizioni locali, si potrà avviare il generatore di emergenza e via via tutti i servizi della nave.
 
Quando la nave sarà in galleggiamento, si dovrà mantenere l’attento controllo della tensione degli ormeggi, specialmente in presenza di brezza. Il mantenimento del centramento fra le sponde  sarà una buona premessa per il corretto sfilamento dal bacino. Uno o più rimorchiatori traineranno la nave nello specchio d’acqua dell’antibacino. Durante il movimento d’uscita, la nave sarà tenuta in linea dai carrelli trattori, che avranno ora la funzione di mantenere il centramento tra le sponde. In mancanza di questi, il personale di bordo utilizzerà i verricelli della nave. Salvo casi di emergenza, non è consentito movimentare la nave con il sistema propulsivo della nave.
Torna ai contenuti